L’ultimo Rapporto sullo Stato degli Oceani (OSR 8), pubblicato dal Servizio Marino Copernicus, lancia l’allarme: gli oceani stanno cambiando rapidamente, con temperature record, scioglimento del ghiaccio polare e ondate di calore che penetrano fino a 1500 metri di profondità.
Tradotto: nel Mediterraneo e in altre aree come il Mar Baltico, l’innalzamento delle temperature marine minaccia la biodiversità e gli ecosistemi.
Secondo l’OSR 8, nel 2023 il ghiaccio marino in Antartide ha raggiunto il minimo storico dall’inizio delle rilevazioni satellitari, con una perdita di circa tre volte la superficie della Francia. Anche l’Artico ha registrato una riduzione senza precedenti del ghiaccio, causata dall’aumento di oltre 4°C delle temperature marine dagli anni ‘80.
Le regioni costiere europee, in particolare le Isole Baleari e il Mar Baltico, hanno toccato punte di temperatura mai registrate, con l’acqua del mare attorno ai 29°C e ondate di calore prolungate fino a 145 giorni.
Si tratta di fenomeni che non si limitano alla superficie: l’ondata di calore nel Mediterraneo ha raggiunto profondità straordinarie, causando un riscaldamento che mette a repentaglio la stabilità degli oceani. Le conseguenze vanno oltre il livello marino: eventi meteorologici estremi, come la tempesta a Melilla in Spagna nell’aprile 2022, dimostrano come il riscaldamento marino possa aumentare l’intensità e la frequenza delle tempeste.
Il rapporto sottolinea inoltre come l’oceano assorba il 90% del calore in eccesso prodotto dai gas serra, un dato che mette in luce il ruolo decisivo del mare nel bilancio energetico del pianeta.
Ma dal 2005, il ritmo del riscaldamento degli oceani è quasi raddoppiato, amplificando il rischio di fenomeni climatici estremi come uragani e tempeste.
Di fronte a queste sfide, il rapporto indica nuove tecnologie che potrebbero aiutare. Ad esempio, nel Mar Baltico, l’energia termica è stata sfruttata attraverso pompe di calore per riscaldamento sostenibile. Nel Mediterraneo, il sistema di previsione ha anticipato l’ondata di calore del 2022 con dieci giorni di anticipo, dando la possibilità di proteggere le comunità costiere.
Tuttavia, nonostante i progressi tecnologici, l’instabilità crescente dell’oceano rappresenta una minaccia per milioni di persone. É urgente una risposta urgente e coordinata. Mercator Ocean International, che sta diventando un’organizzazione intergovernativa per i servizi digitali marini, è alla guida di questa battaglia, ma senza un’azione globale il futuro degli oceani appare incerto.
Mai così caldo, non solo in mare
Il 2024 è iniziato con un altro record dei meno felici: gennaio è stato il mese più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di 13,14°C, ben 1,52°C più alta rispetto ai livelli preindustriali (1850-1900).
Anche se non abbiamo ancora superato in modo stabile la soglia di 1,5°C fissata dall’Accordo di Parigi, i ricercatori sottolineano che ci stiamo avvicinando a quel limite a una velocità preoccupante. Gli effetti devastanti sono già evidenti: ondate di caldo estremo in Sud America hanno causato incendi e vittime, mentre regioni come Spagna e Sud della Francia hanno registrato temperature anomale per la stagione.
Secondo gli esperti dell’Imperial College di Londra, questi dati sono un “chiaro avvertimento” dell’urgenza di agire contro il cambiamento climatico.
Anche se alcune aree del mondo hanno sperimentato freddo e piogge abbondanti, è evidente che il riscaldamento globale continua a correre e sarà sempre più difficile evitare le conseguenze più disastrose.
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